Oggi registrare un brevetto o un marchio è solo il primo passo.
Per valorizzarlo al meglio, serve la giusta strategia di licenza. Meglio una licenza esclusiva o non esclusiva? Qual è il modello più adatto al tuo business?
Licenze esclusive: massimizzare il controllo. Affidare un asset in licenza esclusiva significa concederne l’uso a un unico licenziatario, escludendo altri, incluso il titolare. Questa strategia facilita l’espansione in mercati complessi senza gestire direttamente logistica e distribuzione, incentivando il licenziatario a investire nel brand. Un esempio è un’azienda italiana di design che concede l’esclusiva sulla distribuzione dei propri mobili a una societa giapponese, semplificando l’accesso al mercato asiatico. Tuttavia, questa scelta comporta limitazioni: il titolare perde autonomia e, se il licenziatario non performa adeguatamente, il brand può perdere competitività. Inoltre, rescindere un contratto di licenza esclusiva può essere difficile e oneroso, richiedendo una valutazione attenta prima di sottoscrivere l’accordo.
Licenze non esclusive: ampliare la diffusione. Una licenza non esclusiva consente di concedere lo stesso diritto a piu soggetti, mantenendo l’uso autonomo del titolare. E’ ideale per chi punta a massimizzare la diffusione di un brand, brevetto o tecnologia senza vincolarsi a un solo licenziatario. Un esempio è Microsoft, che ha reso Windows uno standard globale grazie alle licenze non esclusive ai produttori di PC. Questo modello offre flessibilità e ampie opportunità di crescita, ma richiede una gestione attenta per evitare concorrenza interna e squilibri di mercato.
Senza una strategia chiara, il rischio e la cannibalizzazione del mercato, con licenziatari in competizione tra loro che potrebbero abbassare i margini di profitto e danneggiare il brand. Stabilire criteri di qualità e utilizzo è essenziale per proteggere l’asset e garantire il successo della licenza.
La scelta tra licenza esclusiva e non esclusiva ha anche implicazioni legali e fiscali. In Italia, il Codice della Proprietà Industriale tutela i diritti, mentre a livello internazionale la Convenzione di Parigi e l’Accordo TRIPS offrono protezione globale. Un esempio è l’uso delle licenze obbligatorie sui vaccini durante la pandemia, che ha bilanciato profitto e interesse pubblico.
Dal punto di vista fiscale, e essenziale affidarsi a esperti e strutturare contratti chiari per evitare rischi e contenziosi.
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