Ti sei mai chiesto come alcuni marchi riescano a imporsi sul mercato con un nome distintivo e riconoscibile?
Un caso emblematico e “Kodak”, un termine inventato per essere facilmente pronunciabile in tutte le lingue, senza alcun significato preesistente. Questo dimostra quanto la scelta del nome possa influenzare il successo di un brand.
Ma cosa succede quando si vuole registrare un marchio in una lingua straniera o dialettale? E possibile, ma bisogna rispettare alcune regole fondamentali.
Affinché un marchio possa essere registrato, deve essere nuovo, ossia non esistere gia per prodotti o servizi simili. Deve avere capacita distintiva, ovvero essere in grado di differenziarsi chiaramente da altri marchi e non essere generico o descrittivo. Inoltre, deve rispettare i principi di liceità, evitando elementi contrari alla legge o al buon costume.
Quando si sceglie un nome in lingua straniera o dialettale, e essenziale considerare il suo significato per il consumatore medio. Se il termine e facilmente comprensibile e descrive direttamente il prodotto o il servizio, potrebbe non essere registrabile. E inoltre obbligatorio fornire una traduzione ufficiale nella domanda di registrazione per permettere una corretta valutazione da parte degli enti preposti.
Ci sono situazioni in cui un marchio viene rifiutato, come nel caso di parole di uso comune o strettamente legate al prodotto. Anche segni ingannevoli, che possono creare confusione sulla natura o provenienza dei prodotti, non sono accettabili. Per superare queste limitazioni, e consigliabile apportare modifiche creative, come l’aggiunta di elementi grafici, la modifica della grafia o la combinazione con altre parole per renderlo distintivo.
Il tuo marchio e davvero protetto?
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